Guide
Auto con guida a destra: si può importare in Italia?

Auto con guida a destra: si può importare in Italia?

In sintesi:
- Importare in Italia un'auto con guida a destra (RHD) dal Regno Unito, Irlanda, Malta o Cipro è legale e non richiede la conversione del volante: serve l'immatricolazione presso la Motorizzazione con COC o omologazione e visita di controllo.
- Dal 2021 il Regno Unito è fuori dall'UE: un'auto britannica è un'importazione extra-UE e comporta dazio, IVA in dogana e pratiche più complesse rispetto a Irlanda o Malta, che restano nell'Unione.
- Lo svantaggio principale non è burocratico ma pratico: sorpassi, caselli, parcheggi e visibilità sono meno comodi con il volante a destra su strade a circolazione destra; il valore di rivendita in Italia è generalmente più basso.
La domanda torna spesso tra chi trova un'occasione interessante all'estero o eredita un'auto da un familiare emigrato: un'auto con guida a destra si può importare e immatricolare in Italia? La risposta breve è sì, è del tutto legale e non occorre spostare il volante. La risposta lunga richiede però di distinguere tra paesi UE ed extra-UE, capire l'iter di immatricolazione e mettere in conto alcuni svantaggi pratici concreti. In questa guida facciamo chiarezza su tutto, con un occhio realistico ai costi e al valore di mercato. Se stai valutando un acquisto all'estero, su CarPulse — marketplace europeo con oltre 24.000 annunci verificati da Italia, Balcani e resto dell'UE — trovi valutazioni AI in tempo reale che ti aiutano a capire quanto vale davvero un veicolo prima di trattare.
Da dove arrivano le auto con guida a destra
In Europa si guida a sinistra (volante a destra) solo in pochi paesi: Regno Unito, Irlanda, Malta e Cipro. La maggior parte delle auto RHD che arrivano sul mercato italiano proviene quindi da questi mercati, in particolare dal Regno Unito, dove l'offerta di usato è enorme e i prezzi di alcuni segmenti (auto sportive, fuoristrada premium, classiche da collezione) possono essere competitivi.
Esistono tre profili tipici di acquirente:
- L'appassionato che cerca un modello specifico — spesso una sportiva o una youngtimer — disponibile a buon prezzo solo sul mercato britannico.
- Chi rientra dall'estero dopo aver vissuto e lavorato nel Regno Unito o in Irlanda e vuole reimmatricolare la propria auto in Italia.
- Chi trova un'occasione in un mercato con offerta abbondante senza valutare a fondo le implicazioni della guida a destra.
Per quest'ultimo profilo, il consiglio è sempre lo stesso: prima di lasciarsi sedurre dal prezzo, confronta il risparmio reale con i costi di importazione e con il minor valore di rivendita in Italia. Una valutazione di mercato indipendente è il primo strumento da usare.
È legale immatricolare un'auto RHD in Italia?
Sì. La normativa italiana ed europea non vieta l'immatricolazione di veicoli con guida a destra e non impone la conversione del posto guida. Un'auto RHD, una volta nazionalizzata, riceve regolari targhe italiane, può circolare ovunque, fare la revisione e essere assicurata come qualsiasi altra vettura.
Esistono però alcune accortezze tecniche legate alle differenze tra il mercato di origine e quello italiano, in particolare per le auto britanniche:
- Proiettori (fari): i fari delle auto RHD sono tarati per illuminare il bordo sinistro della strada (corretto per chi guida a sinistra). In Italia possono abbagliare il traffico in senso opposto. Spesso è necessario un adattamento o la sostituzione dei gruppi ottici per superare la revisione e l'omologazione.
- Contachilometri: molte auto britanniche hanno il tachimetro in miglia. Non è un ostacolo all'immatricolazione (i cruscotti moderni mostrano anche i km), ma è bene verificarlo.
- Retronebbia e luci: vanno verificate la conformità e la posizione secondo le norme italiane.
UE o extra-UE: la differenza fondamentale
Dal 1° gennaio 2021, con la Brexit, il Regno Unito è uscito dall'Unione Europea. Questo cambia radicalmente l'iter di importazione:
- Irlanda, Malta e Cipro sono ancora nell'UE: un'auto proveniente da questi paesi segue la procedura di importazione intracomunitaria, senza dogana, con IVA gestita secondo le regole UE (reverse charge se acquisti da operatore, o IVA assolta nel paese d'origine per acquisti tra privati di auto non nuove).
- Regno Unito è ormai un paese terzo: l'auto è un'importazione extra-UE e va sdoganata. Si applicano potenzialmente il dazio doganale (tipicamente intorno al 10% per le autovetture) e l'IVA al 22% calcolata sul valore in dogana, salvo le esenzioni previste per i trasferimenti di residenza (auto già posseduta da almeno sei mesi prima del rientro).
Questa distinzione incide pesantemente sul costo totale: un'auto britannica conveniente al prezzo di listino può perdere gran parte del vantaggio dopo dazio, IVA e oneri di sdoganamento. Calcola sempre il costo "tutto incluso" prima di decidere.
L'iter di immatricolazione in Italia passo per passo
Una volta portata l'auto in Italia (con trasporto su bisarca o targhe di transito temporanee), la nazionalizzazione segue questi passaggi:
- Sdoganamento (solo per auto extra-UE come quelle britanniche): presentazione in dogana, pagamento di dazio e IVA, rilascio della bolletta doganale.
- Certificato di Conformità (COC) o omologazione: il COC del costruttore dimostra che il veicolo rispetta gli standard europei. Se manca, serve una procedura di omologazione individuale presso la Motorizzazione, più lunga e costosa, spesso con verifica tecnica del veicolo.
- Visita e prova presso la Motorizzazione Civile: controllo documentale e tecnico, verifica dell'adeguamento dei fari e degli eventuali requisiti, aggiornamento dei dati.
- Immatricolazione e iscrizione al PRA presso ACI: rilascio della carta di circolazione italiana, del Certificato di Proprietà Digitale e delle nuove targhe.
- Pagamento di IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione), bolli ed emolumenti.
I documenti necessari includono il libretto estero originale, il COC, l'atto di vendita o la fattura, la bolletta doganale (per extra-UE) e un documento d'identità. È vivamente consigliato affidarsi a un'agenzia di pratiche auto specializzata in importazioni, perché la procedura per le RHD ha qualche tecnicismo in più rispetto a un'auto a guida sinistra continentale.
Costi reali da mettere in conto
Oltre al prezzo d'acquisto, ecco le voci tipiche di un'importazione RHD (valori indicativi, da verificare caso per caso):
- Trasporto dal paese d'origine: €400–900 a seconda della distanza e del mezzo (bisarca o guida diretta con targhe temporanee).
- Dazio (solo Regno Unito): circa il 10% del valore in dogana per le autovetture.
- IVA (solo Regno Unito, se dovuta): 22% sul valore in dogana.
- Adattamento fari: da poche decine di euro per le pellicole correttive fino a diverse centinaia per la sostituzione dei gruppi ottici.
- Omologazione/COC e pratiche Motorizzazione: €300–800 in base alla disponibilità del COC.
- Immatricolazione, IPT, targhe ed emolumenti: €400–700, variabili per provincia e potenza.
- Agenzia di pratiche auto: €200–500.
Sommando tutto, l'importazione di un'auto britannica può aggiungere diverse migliaia di euro al prezzo d'acquisto. Per le auto da Irlanda o Malta, l'assenza di dogana riduce sensibilmente i costi. Usa una ricerca di annunci comparabili sul mercato europeo per capire se, a parità di modello, conviene davvero importare un'auto a guida destra o orientarsi su una vettura continentale a guida sinistra.
Svantaggi pratici e valore di rivendita
Anche superati i passaggi burocratici, restano gli svantaggi pratici della guida a destra su strade in cui si circola a destra:
- Sorpassi più difficili: dal posto guida destro la visibilità verso il centro della carreggiata è ridotta, rendendo i sorpassi meno sicuri.
- Caselli, parcheggi e drive-in: bigliettatrici, citofoni e barriere si trovano sul lato sbagliato; spesso si è costretti a scendere o a sporgersi.
- Passeggero lato traffico: chi siede davanti scende direttamente verso la corsia di marcia, meno comodo in città.
- Valore di rivendita: in Italia la platea di acquirenti per un'auto RHD è ristretta, quindi la rivendita è più lenta e i prezzi più bassi. Fanno eccezione alcune sportive e classiche da collezione, dove la guida a destra non penalizza il valore.
Per questo motivo l'importazione di un'auto a guida destra ha senso soprattutto quando il modello è raro, il prezzo nettamente vantaggioso anche a costi inclusi, o quando l'auto ha un valore affettivo o collezionistico. Negli altri casi, una vettura europea a guida sinistra resta la scelta più pratica e liquida.
Domande frequenti
Devo spostare il volante a sinistra per immatricolare l'auto in Italia?
No. La conversione del posto guida non è richiesta e non è praticabile in modo sicuro. La legge italiana ed europea consente l'immatricolazione dei veicoli con guida a destra così come sono, a patto di superare la revisione e di adeguare eventualmente i fari.
Conviene ancora importare un'auto dal Regno Unito dopo la Brexit?
Dipende dal modello. Con la Brexit l'auto britannica è un'importazione extra-UE, soggetta a dazio (circa 10%) e IVA al 22% in dogana, oltre alle pratiche di omologazione. Per auto comuni il vantaggio spesso si azzera; può restare conveniente per sportive, fuoristrada premium o classiche introvabili sul continente.
Le auto a guida destra superano la revisione in Italia?
Sì, purché conformi. Il punto più delicato sono i fari, tarati per la circolazione a sinistra: spesso vanno adattati o sostituiti per non abbagliare il traffico opposto. Una volta sistemati i gruppi ottici e verificate le luci, l'auto supera regolarmente la revisione e circola come qualsiasi altra vettura.
Quanto perde di valore in rivendita un'auto con guida a destra?
In media la rivendita è più lenta e i prezzi più bassi rispetto a un'equivalente a guida sinistra, perché la platea di acquirenti italiani è ristretta. Fanno eccezione alcune sportive e modelli da collezione, dove la guida a destra non incide sul valore. Prima di comprare, confronta il prezzo con una valutazione di mercato per capire il reale impatto sulla rivendita.
Conclusione
Importare in Italia un'auto con guida a destra è legale, fattibile e non richiede di toccare il volante: serve solo seguire correttamente l'iter di nazionalizzazione, distinguendo tra paesi UE (Irlanda, Malta, Cipro) e il Regno Unito ormai extra-UE. La vera valutazione, però, è economica e pratica: tra dazio, IVA, adattamento fari, omologazione e un valore di rivendita più basso, l'operazione ha senso soprattutto per modelli rari o realmente vantaggiosi. Prima di decidere, confronta il costo totale con le alternative continentali a guida sinistra e parti da una valutazione di mercato affidabile. Esplora il mercato europeo dell'usato su CarPulse.it: 24.000+ annunci verificati, valutazione AI del prezzo, venditori controllati e copertura dall'Italia ai Balcani fino al cuore dell'UE.