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Importare auto dalla Francia in Italia: guida 2026

Importare auto dalla Francia in Italia: guida 2026

In sintesi:
- La Francia offre un mercato ampio con prezzi spesso più competitivi rispetto all'Italia, soprattutto su Peugeot, Renault e Citroën.
- Il documento chiave francese è il certificat de cession (Cerfa 15776*01), che sostituisce il nostro atto di vendita; la carte grise è il libretto di circolazione.
- Per le auto con più di 6 mesi e più di 6.000 km l'IVA è già assolta in Francia: niente doppia imposizione in Italia.
- L'immatricolazione italiana si fa allo STA o ACI/PRA: servono COC, targa EE temporanea, IPT e bollo.
- Il costo totale aggiuntivo realistico rispetto al prezzo di acquisto oscilla tra €400 e €900, a seconda della provincia e della potenza del veicolo.
Importare un'auto dalla Francia in Italia è una delle operazioni di acquisto transfrontaliero più frequenti tra privati e piccoli importatori. Il mercato francese dell'usato è enorme, i prezzi sono competitivi e la vicinanza geografica rende il trasporto o il trasferimento su gomma relativamente semplice. Detto questo, la procedura non è banale: ci sono documenti specifici del sistema francese che un italiano non conosce, regole IVA intracomunitarie precise e una sequenza burocratica italiana da rispettare alla lettera. Questa guida ti accompagna passo dopo passo, senza omettere i costi nascosti.
Perché comprare un'auto in Francia
Il mercato automobilistico francese è il secondo in Europa per volumi, dopo la Germania. Questo significa offerta sterminata, concorrenza tra venditori e prezzi generalmente più bassi che in Italia per le stesse fasce di chilometraggio e anno. I vantaggi principali sono diversi.
Prima di tutto, i marchi francesi a prezzi imbattibili: Peugeot, Renault, Citroën e DS Automobiles hanno in Francia una penetrazione di mercato altissima, il che si traduce in un'abbondanza di esemplari usati, ricambi facilmente reperibili e costi di manutenzione contenuti anche in Italia. Un Renault Clio o una Peugeot 208 usati in Francia costano spesso il 10-20% in meno rispetto agli annunci italiani comparabili.
In secondo luogo, il Contrôle Technique (CT) — l'equivalente francese della revisione — è obbligatorio ogni due anni per le auto con più di quattro anni. Chi vende un'auto privata deve presentarlo valido (non scaduto da più di 6 mesi). Questo certificato attesta lo stato tecnico del veicolo ed è un documento di trasparenza che in Italia non esiste in forma equivalente al momento della vendita privata.
Infine, la Francia guida a destra come l'Italia: nessuna modifica meccanica alle luci o alla posizione del volante è necessaria, a differenza degli acquisti nel Regno Unito.
Dove cercare e come trovare l'auto giusta
I principali portali francesi per l'usato privato e professionale sono leboncoin.fr (il più popolare, equivalente del nostro Subito) e La Centrale (lacentrale.fr), che aggrega sia concessionari sia privati con schede tecniche dettagliate. Per chi vuole confrontare prezzi a livello europeo senza cambiare piattaforma, CarPulse.it, il marketplace europeo dell'usato, permette di sfogliare annunci cross-border con traduzioni e stima del valore di mercato integrata.
Alcune raccomandazioni pratiche prima di contattare un venditore francese:
- Verifica il numero di targa o il VIN tramite il servizio HistoVec (histovec.interieur.gouv.fr), gratuito, che mostra la storia ufficiale del veicolo nel sistema francese: cambi di proprietà, sinistri dichiarati, CT passati.
- Chiedi sempre copia fronte-retro della carte grise prima dell'appuntamento, per controllare che il nome del venditore corrisponda al titolare.
- Diffida dei venditori che non possono mostrare il CT in corso di validità: la legge francese obbliga il venditore privato a consegnarlo, e la sua assenza è un segnale d'allarme.
- Valuta il prezzo corretto con lo strumento AI di stima di CarPulse prima di fare un'offerta.
Prezzi in Francia vs Italia: cosa conviene davvero
Il risparmio reale dipende dal segmento. Per le utilitarie e le citycar francesi il gap è più marcato: Peugeot 208, Renault Clio IV e Citroën C3 si trovano spesso a prezzi nettamente inferiori alla media italiana per veicoli con km e anno paragonabili. Per i SUV tedeschi (Volkswagen, BMW, Mercedes) il divario è più ridotto, perché il mercato europeo è più omogeneo su questi marchi.
Attenzione però ai costi aggiuntivi che vanno calcolati subito nel budget:
- Trasporto o percorrenza: se guidi l'auto dall'ufficio del venditore con la targa EE temporanea, calcola carburante e pedaggi autostradali (Francia + Italia). Se usi un trasportatore su bisarca, il costo varia tra €200 e €600 a seconda della distanza e dell'operatore.
- Eventuali riparazioni prima della revisione italiana (se il CT francese è scaduto).
- Costi di immatricolazione in Italia (dettagliati più avanti).
- Eventuali dazi? Tra Francia e Italia non esistono: siamo entrambi nell'UE con libera circolazione delle merci.
Un risparmio lordo di €1.500-2.000 sull'acquisto si riduce facilmente a €800-1.200 netti dopo aver sommato trasporto, pratiche e revisione. Conviene sempre fare i conti prima di partire.
Il certificat de cession e la carte grise
Questi sono i due documenti francesi che devi conoscere alla perfezione prima di firmare qualsiasi accordo.
Il certificat de cession (modello Cerfa n° 15776*01) è la dichiarazione di cessione del veicolo: equivale al nostro atto di vendita o passaggio di proprietà. Va compilato in tre copie (una per il venditore, una per l'acquirente, una da inviare alla prefettura francese entro 15 giorni dalla vendita). Il venditore è tenuto a denunciare la cessione online sul portale dell'ANTS (Agence Nationale des Titres Sécurisés) per segnalare che il mezzo ha cambiato proprietario: questo ti protegge da eventuali multe o infrazioni successive. Esigi sempre la tua copia firmata da entrambe le parti prima di lasciare la Francia con l'auto.
La carte grise (certificat d'immatriculation) è il documento di circolazione francese, equivalente alla nostra carta di circolazione. Contiene i dati del veicolo, la potenza fiscale (chevaux fiscaux, CV), il proprietario e la data di prima immatricolazione. Il venditore deve barrarla con la dicitura "vendu le [data]" e firmarla prima di consegnarla. Senza carte grise barrata non puoi immatricolare l'auto in Italia.
Una nota sulle targhe: per i veicoli immatricolati prima del 15 aprile 2009 con il vecchio sistema a prefisso dipartimentale, le targhe erano legate al veicolo e devono restare con esso. Per le auto immatricolate con il sistema SIV (dal 2009, formato AA-NNN-BB), le targhe appartengono al proprietario e rimangono a lui: il veicolo ti viene consegnato senza targhe, e tu circolerai con la targa EE temporanea.
COC e IVA intracomunitaria: le regole che devi sapere
Il COC (Certificat de Conformité), noto anche come Certificate of Conformity, è il documento rilasciato dal costruttore che certifica che il veicolo è conforme alle direttive europee di omologazione. È obbligatorio per immatricolare un'auto UE in un altro Stato membro senza dover ripetere l'omologazione individuale. Se l'auto è già stata immatricolata in un Paese UE, il COC è spesso già allegato ai documenti del veicolo. Se mancante, devi richiederlo direttamente alla casa madre (con il VIN): i costi variano tra €50 e €200 a seconda del costruttore.
Sul fronte IVA intracomunitaria, la regola è chiara e non negoziabile:
- Se l'auto ha meno di 6 mesi dalla prima immatricolazione oppure meno di 6.000 km, è considerata "mezzo di trasporto nuovo" ai fini IVA. In questo caso l'IVA non è stata definitivamente assolta in Francia e dovrai versarla in Italia (attualmente al 22% sul prezzo di acquisto) tramite modello F24 e dichiarazione all'Agenzia delle Entrate.
- Se l'auto ha più di 6 mesi dalla prima immatricolazione e più di 6.000 km, è un veicolo usato ai fini IVA intracomunitaria: l'IVA è già stata assolta in Francia e non devi versarla di nuovo in Italia. Questo è il caso della stragrande maggioranza degli acquisti tra privati.
Attenzione: queste due condizioni sono cumulative per l'esenzione (devono essere entrambe vere), mentre ne basta una sola per rientrare nella definizione di "mezzo nuovo". In caso di dubbi, consulta un CAF o un professionista fiscale prima di procedere.
Immatricolazione in Italia: la procedura completa
Una volta in possesso di tutti i documenti, la sequenza per immatricolare l'auto in Italia è la seguente.
1. Targa EE (targa temporanea per veicoli esteri). Se devi guidare l'auto dalla Francia prima che sia immatricolata in Italia, hai bisogno di una targa EE, rilasciata dall'ACI o da uno Sportello Telematico dell'Automobilista (STA). Ha validità massima di 90 giorni e consente la circolazione sul territorio italiano durante le pratiche. Non è necessaria se fai trasportare il veicolo su bisarca.
2. Revisione (se CT francese scaduto). Se il Contrôle Technique francese è scaduto o il veicolo ha più di 4 anni e non ha un CT valido, dovrai effettuare la revisione presso una officina autorizzata in Italia prima di poter immatricolare.
3. Domanda di immatricolazione allo STA o ACI/PRA. I documenti da presentare sono: COC originale, carte grise barrata, certificat de cession, documento d'identità e codice fiscale, eventuale dichiarazione IVA (se mezzo nuovo), attestazione di pagamento di IPT e bollo.
4. Pagamento delle imposte.
- IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione): varia da provincia a provincia e dipende dalla potenza del motore in kW. L'importo realistico si colloca tra €150 e €400 per la maggior parte dei veicoli.
- Emolumenti ACI: circa €32.
- Marca da bollo: circa €16.
5. Assegnazione della nuova targa italiana. Dopo la verifica dei documenti e il pagamento, lo STA rilascia le targhe italiane e la nuova carta di circolazione. I tempi medi vanno da pochi giorni a 2-3 settimane, a seconda del carico dello sportello.
Puoi gestire l'intera pratica anche tramite un'agenzia di pratiche auto, che si occuperà di tutto per una tariffa di servizio generalmente compresa tra €80 e €150.
Costi totali e checklist: il riepilogo realistico
Prima di finalizzare l'acquisto, usa questa checklist per non tralasciare nessuna voce di costo.
Costi di acquisto in Francia:
- Prezzo del veicolo (da confrontare su CarPulse.it, dove puoi sfogliare le auto disponibili in tutta Europa)
- Eventuale viaggio in Francia (treno, aereo, carburante)
- Ispezione pre-acquisto da meccanico indipendente (consigliata: €50-100)
Costi di trasporto:
- Guida personale: carburante + pedaggi (stima €100-250 dalla Francia del nord)
- Bisarca: €200-600 a seconda della distanza
Documenti francesi:
- COC dalla casa madre se mancante: €50-200
- Certificat de cession: gratuito (modulo scaricabile dal sito dell'ANTS)
Immatricolazione italiana:
- Targa EE (se necessaria): €20-30
- Revisione italiana (se CT scaduto): €50-80
- IPT: €150-400 (dipende da provincia e kW)
- Emolumenti ACI: ~€32
- Marca da bollo: ~€16
- Agenzia pratiche (opzionale): €80-150
Totale aggiuntivo stimato (escluso prezzo auto): €400-900+
Se stai valutando di mettere in vendita il tuo vecchio veicolo prima dell'acquisto, puoi pubblicare il tuo annuncio gratis su CarPulse.it e monetizzare il mezzo esistente per finanziare parte della spesa.
FAQ
Posso guidare l'auto francese in Italia senza averla ancora immatricolata?
Sì, ma solo con la targa EE (targa temporanea per veicoli esteri), rilasciata da ACI o da uno STA. Ha validità fino a 90 giorni e consente la circolazione legale in Italia durante le pratiche di immatricolazione. Senza targa EE, circolare è illegale e il veicolo può essere sequestrato.
Cosa succede se la carte grise non è intestata al venditore?
Non acquistare. Se la carte grise non è intestata a chi ti vende l'auto, il venditore non è il legittimo proprietario. In Francia questo è un reato e ti espone al rischio di acquistare un veicolo rubato o con debiti pendenti. Verifica sempre la corrispondenza nome-documento prima di procedere.
Devo pagare dazi doganali importando un'auto dalla Francia?
No. Francia e Italia sono entrambi Paesi dell'Unione Europea: la libera circolazione delle merci esclude qualsiasi dazio doganale sui trasferimenti intracomunitari. L'unica imposta da valutare è l'IVA intracomunitaria, e solo se l'auto rientra nella definizione di "mezzo di trasporto nuovo" (meno di 6 mesi o meno di 6.000 km).
Quanto tempo ci vuole per immatricolare un'auto francese in Italia?
Con tutti i documenti in ordine, i tempi variano da pochi giorni a 2-3 settimane, a seconda del carico di lavoro dello STA o dell'ACI locale. Affidarsi a un'agenzia di pratiche auto può velocizzare l'iter e ridurre il rischio di errori nella documentazione.
Conclusione
Importare un'auto dalla Francia in Italia è un'operazione concretamente vantaggiosa, soprattutto per chi cerca marchi francesi o vuole accedere a un mercato dell'usato più ampio. La chiave è prepararsi bene prima di firmare: conoscere il certificat de cession, verificare la validità del CT e del COC, capire le regole IVA e mettere nel budget tutti i costi di immatricolazione italiana. Con la giusta preparazione, il risparmio netto rispetto all'acquisto in Italia può essere significativo. Per esplorare l'offerta europea e confrontare i prezzi di mercato in tempo reale, parti da CarPulse.it, il marketplace europeo dell'usato: trovi annunci, stime di valore e strumenti per comprare in modo consapevole oltre confine.