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Targhe estere in Italia: regole e obblighi 2026

26 qershor 20267 min di lettura
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Targhe estere in Italia: regole e obblighi 2026

Targhe estere in Italia: regole e obblighi 2026

Auto con targa estera in circolazione in Italia — regole 2026


In sintesi:

  • Chi risiede in Italia non può circolare con un'auto targata all'estero: l'art. 93 del Codice della Strada vieta la circolazione di veicoli immatricolati all'estero intestati a residenti italiani o usati abitualmente da residenti.
  • Chi trasferisce la residenza in Italia ha 60 giorni di tempo per reimmatricolare il veicolo e ottenere targhe italiane; superato il termine scattano sanzioni che arrivano fino al fermo del veicolo.
  • Le targhe EE (Export) sono l'unica soluzione legale per circolare temporaneamente in Italia con un'auto comprata all'estero in attesa di immatricolazione — scopri come acquistare o vendere veicoli europei su CarPulse.

Circolare in Italia con una targa straniera non è di per sé illegale — ma lo diventa rapidamente se non si rispettano le regole. L'articolo 93 del Codice della Strada italiano, riformato e più volte aggiornato, stabilisce con chiarezza chi può tenere una targa estera e per quanto tempo. La normativa coinvolge chiunque acquisti un'auto all'estero, chi trasferisca la residenza in Italia da un altro paese europeo, chi faccia uso continuativo di un veicolo aziendale immatricolato all'estero e chi si trovi in Italia solo temporaneamente. Le sanzioni sono tutt'altro che simboliche: la multa parte da 712 € e può arrivare al fermo amministrativo del veicolo. Se stai pianificando l'acquisto di un'auto da un altro paese europeo e vuoi capire come gestire l'intera procedura, CarPulse ti permette di confrontare offerte verificate da tutta Europa in un'unica piattaforma — con valutazione del prezzo AI e venditori verificati.

Il divieto dell'art. 93 CdS: cosa dice esattamente

L'articolo 93 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) stabilisce che i veicoli circolanti in Italia devono essere immatricolati presso la Motorizzazione civile italiana (DTT) o in un altro Stato, ma con le specifiche restrizioni per i residenti in Italia. Il divieto chiave riguarda due categorie:

  • Veicoli intestati a residenti italiani: se sei residente in Italia e il veicolo è intestato a te (anche se acquistato all'estero), non puoi tenerlo immatricolato all'estero e continuare a circolare in Italia.
  • Veicoli usati "abitualmente" da residenti: anche se intestato a un soggetto estero (ad esempio un familiare non residente o un'azienda straniera), se un residente in Italia lo usa in modo stabile e continuativo scattano gli obblighi di reimmatricolazione.

La norma mira a contrastare la prassi dell'esterovestizione dei veicoli: immatricolare l'auto in un paese con tasse o costi di proprietà più bassi (classicamente la Bulgaria o la Polonia) pur circolando di fatto stabilmente in Italia. La Guardia di Finanza e la Polizia Stradale effettuano controlli sistematici proprio su questo fenomeno.

Fanno eccezione i soggetti che risiedono fiscalmente e anagraficamente all'estero ma che si trovano temporaneamente in Italia (turisti, lavoratori in trasferta, studenti Erasmus). In questi casi, la targa estera è perfettamente lecita per la durata del soggiorno temporaneo.

Il termine dei 60 giorni per reimmatricolare

Quando una persona trasferisce la propria residenza in Italia portando con sé un veicolo immatricolato all'estero, dispone di 60 giorni dalla data di iscrizione all'anagrafe per completare la reimmatricolazione in Italia. Il termine è tassativo e decorre dall'iscrizione anagrafica, non dall'ingresso fisico in territorio italiano.

Entro questi 60 giorni il veicolo può circolare legalmente in Italia con la targa estera originale. Superato il termine senza aver avviato la procedura di reimmatricolazione, il veicolo non può più circolare su strade italiane e qualsiasi controllo espone al rischio di sanzione immediata.

La procedura di reimmatricolazione richiede:

  1. Documentazione di proprietà del paese di origine (titolo/libretto) con traduzione giurata se non in italiano o in una lingua riconosciuta.
  2. COC (Certificato di Conformità) oppure, in sua assenza, collaudo individuale presso il DTT competente per territorio.
  3. Pagamento dell'IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) presso l'ACI/PRA locale.
  4. Emolumenti per la Motorizzazione civile e per il rilascio delle nuove targhe.
  5. Assicurazione RC Auto italiana valida.

I tempi effettivi della procedura dipendono dalla Motorizzazione locale, ma in media vanno dai 15 ai 45 giorni lavorativi. Conviene avviarla subito all'ingresso in Italia per non rischiare di sforare il termine dei 60 giorni.

Le targhe EE: l'unica soluzione legale per l'attesa

Le targhe EE (Esportazione) sono targhe temporanee italiane rilasciate dalla Motorizzazione civile per consentire la circolazione di un veicolo acquistato all'estero (o ceduto da un venditore estero) nel periodo che intercorre tra l'acquisto e l'immatricolazione definitiva. Sono indicate con la sigla EE seguita da un numero progressivo.

Le targhe EE hanno una validità massima di 30 giorni, non rinnovabili. Sono concesse solo in presenza di:

  • Atto di acquisto o documento equivalente che dimostri la proprietà del veicolo.
  • Assicurazione temporanea valida sul territorio italiano.
  • Richiesta presentata presso la Motorizzazione civile o un'agenzia automobilistica autorizzata.

Le targhe EE non consentono di evitare l'obbligo di immatricolazione: servono esclusivamente a permettere lo spostamento del veicolo in attesa del completamento della procedura. Non è possibile richiedere una seconda targa EE sullo stesso veicolo dopo la scadenza della prima: se i 30 giorni non bastano, il veicolo deve rimanere fermo fino al completamento dell'immatricolazione.

Per chi acquista un'auto da un venditore europeo tramite CarPulse, è opportuno coordinare l'arrivo del veicolo con la richiesta di targhe EE per non restare senza copertura legale durante il tragitto.

Sanzioni per chi viola le regole

Le sanzioni previste dall'art. 93 CdS (commi 1-bis e seguenti) per chi circola in violazione del divieto sono significative:

  • Sanzione pecuniaria: da 712 € a 2.848 € per la prima violazione accertata.
  • Fermo amministrativo del veicolo: il mezzo viene fermato immediatamente e non può circolare fino alla regolarizzazione della situazione (reimmatricolazione) o al pagamento della sanzione e presentazione di idonea documentazione.
  • Confisca: in caso di reiterazione della violazione entro due anni dalla prima sanzione, è prevista la confisca amministrativa del veicolo.

In caso di controllo da parte della Polizia Stradale o della GdF, la dimostrazione che il proprietario è residente all'estero (tramite documento di identità straniero o certificato di residenza estera) può essere sufficiente per escludere la violazione — ma il residente in Italia intestatario o utilizzatore abituale non ha margine di difesa se non dimostra di essere nella finestra dei 60 giorni.

Vale la pena ricordare che la Polizia ha accesso in tempo reale alle banche dati anagrafiche e può verificare la data di iscrizione all'anagrafe sul posto.

Eccezioni e casi particolari

La normativa prevede alcune eccezioni e casi particolari che è importante conoscere:

  • Auto aziendali intestate a società estere: se un'impresa con sede legale all'estero mette a disposizione un veicolo a un dipendente residente in Italia, il veicolo può rimanere immatricolato all'estero. Tuttavia, il dipendente deve poter dimostrare il rapporto di lavoro subordinato e l'intestazione del veicolo alla società estera. La Guardia di Finanza controlla attentamente questi casi per individuare intestazioni fittizie.
  • Studenti e lavoratori temporanei: chi si trova in Italia per motivi di studio o lavoro temporaneo (meno di un anno senza trasferimento di residenza anagrafica) può circolare con targa estera senza limiti di tempo, purché la residenza rimanga formalmente all'estero.
  • Veicoli in transito: i veicoli di visitatori stranieri in transito o turisti non soggiornanti stabilmente possono circolare liberamente con targhe estere.
  • Neopatentati con residenza estera recente: se hai trasferito la residenza di recente ma non hai ancora completato la prassi anagrafica, fai molta attenzione: la data che conta è quella dell'iscrizione anagrafica effettiva, non quella in cui hai fisicamente spostato la residenza.

Se la tua situazione è complessa (doppia residenza, lavoro cross-border, veicolo aziendale internazionale), è fortemente consigliato rivolgersi a un'agenzia automobilistica o a un consulente specializzato in diritto della circolazione stradale prima di circolare.

Come regolarizzare la situazione: guida pratica

Se sei già in Italia con un veicolo estero e non sei sicuro di essere in regola, ecco cosa fare:

  1. Verifica la tua data di iscrizione anagrafica: controlla il certificato di residenza. Da quel giorno decorrono i 60 giorni.
  2. Procurati il COC del veicolo: contatta il costruttore o il concessionario originale. Il COC è il documento che attesta la conformità del veicolo agli standard europei ed è quasi sempre necessario per reimmatricolare in Italia senza collaudo individuale.
  3. Recati alla Motorizzazione civile (DTT) della tua provincia con: documento di identità, prova di residenza, documento di proprietà del veicolo (con traduzione giurata se necessario), COC, assicurazione RC italiana.
  4. Paga l'IPT all'ACI/PRA: l'imposta è calcolata sulla potenza del veicolo e varia da provincia a provincia; orientativamente tra 150 € e 500 € per auto di media potenza.
  5. Richiedi le nuove targhe italiane e consegna quelle estere. Il veicolo è ora regolarmente immatricolato in Italia.

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FAQ — Domande frequenti

Posso circolare in Italia con targa bulgara se ho comprato l'auto in Bulgaria come privato?

Se sei residente in Italia, no: non puoi circolare con una targa bulgara (o di qualsiasi altro paese) dopo i 60 giorni dall'iscrizione anagrafica. Se hai appena trasferito la residenza hai 60 giorni per reimmatricolare in Italia. Se sei residente in Bulgaria e ti trovi in Italia temporaneamente, puoi circolare liberamente con targa bulgara.

Le targhe EE si possono rinnovare?

No. Le targhe EE hanno validità massima di 30 giorni e non sono rinnovabili. Scaduta la targa EE, il veicolo non può circolare fino al completamento dell'immatricolazione definitiva in Italia.

Mio figlio studia in Erasmus all'estero con la mia auto: posso reimmatricolarla in Germania temporaneamente?

Se l'auto è intestata a te (residente in Italia), la reimmatricolazione temporanea all'estero è complessa e varia paese per paese. In molti paesi UE non è possibile immatricolare un veicolo su targa locale senza residenza locale del proprietario. Meglio valutare soluzioni assicurative internazionali e verificare con la Motorizzazione del paese ospitante.

Cosa succede se mi fermano con targa estera oltre i 60 giorni?

Il veicolo viene fermato amministrativamente sul posto e non può circolare. Ricevi una sanzione da 712 € a 2.848 €. Se la violazione si ripete entro due anni, il veicolo può essere confiscato. La regolarizzazione (reimmatricolazione) è l'unico modo per sbloccare il fermo e riprendere a circolare.

Conclusione: conosci le regole, evita le sanzioni

Le regole sulle targhe estere in Italia sono chiare ma spesso ignorate, con conseguenze economiche significative. Se sei residente in Italia e utilizzi un veicolo immatricolato all'estero, hai 60 giorni di tempo — non un giorno di più — per metterti in regola. Le targhe EE ti permettono di circolare legalmente durante la fase di transizione, ma non sono una soluzione definitiva. Se stai cercando un'auto da importare da un altro paese europeo o hai bisogno di confrontare le offerte del mercato continentale, CarPulse.it è la piattaforma pan-europea che unisce venditori verificati da Italia, Balcani e resto d'Europa — con annunci gratuiti fino a 10.000 €, valutazione AI del prezzo e storico del veicolo.

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